Bencistà Racconta

Quasi 100 anni di storia

La storia di Bencistà ha radici lontane e conserva il ricordo di eventi passati, di personaggi che nei secoli vi hanno vissuto, degli ospiti che, dal 1925 in poi, vi hanno soggiornato; di cinque generazioni della nostra famiglia che qui hanno abitato, lavorato e studiato.

La villa

Le prime notizie della casa risalgono al ‘300 e la dicono dimora di illustri famiglie fiorentine come i Valori, i Minerbetti ed i Ficiati: lo stemma dei Minerbetti, all’entrata della Pensione, così come il suo nome, Bencistà, letteralmente “luogo in cui si sta bene“, rimangono a testimonianza di questo passato illustre. Nel XVI secolo la villa passò ai Ficiati e da questi, nel 1759, alle monache di Sant’Anna al Prato, rimanendo un convento per i successivi 150 anni. Nella seconda metà dell’Ottocento la villa appartenne al pittore svizzero Arnold Böcklin, esponente del Simbolismo tedesco, che lavorò dal suo studio situato in una loggia affacciata su Firenze al piano alto della torre (attualmente, la camera 34 della Pensione).

La Famiglia

Pietro Simoni, primo protagonista della storia della Pensione Bencistà era medico di Mercatale, nel Chianti e nel 1925, insieme a sua moglie Emma, acquistò dal figlio di Arnold Böcklin la villa Bencistà con l’intenzione di trasformarla in una pensione.
Da questo momento iniziò a Bencistà l’attività alberghiera mai sospesa fino ad oggi, salvo l’interruzione forzata dovuta alla Seconda Guerra Mondiale, quando fu qui ospitato l’ospedale Meyer di Firenze (1940-1942) sino a che, per la sua posizione dominante sulla città, fu occupata dalle truppe tedesche prima, poi inglesi ed americane.
Da quasi un secolo, cinque generazioni della famiglia Simoni hanno reso la Pensione Bencistà méta prediletta per gli amanti dell’arte, della natura, della musica e della cultura.

La Pensione

Una casa antica come la nostra ha il grande privilegio di avere un’anima viva e di poter offrire agli ospiti non solo spazi di rara bellezza, ma anche un ambiente culturale unico, in armonia con la splendida città di Firenze. I primi frequentatori della Pensione Bencistà arrivavano in lussuose automobili, accompagnati dall’autista e, a volte, con camerieri personali al seguito e soggiornavano qui per lunghe villeggiature. Dopo la guerra, cambiate sia le modalità di vacanza che le aspettative legate al lusso, Bencistà diventa meta per famiglie ed artisti.
Innamorati dell’arte italiana, i nostri clienti riconoscono in Bencistà il luogo ideale dal quale, dopo una giornata di visite a Firenze, continuare a godere della bellezza della città.

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